Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.
Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cédigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».

Rm 11,1-2.11-12.25-29   Sal 93   Lc 14,1.7-11


Oltre alla pratica ragione indicata da Gesù nel vangelo, la scelta degli ultimi posti – la scelta dell’umiltà – comporta altri valori:
- scegliere gli ultimi posti è evitare la massa dei cannibali. In fondo, si sta meglio con gli umili e i miti.
- chi si dà troppe arie, si riempie di “nulla”, rubando lo spazio alla vera grandezza che può albergare nel suo cuore.
- chi sceglie l’umiltà, sceglie il meglio perché dimora dove Dio è, dimora con Cristo che pur essendo di natura divina umiliò se stesso.
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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