In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:
«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

Rm 1,1-7   Sal 97   Lc 11,29-32


C’è un cercare segni che non è altro che rimandare scelte da fare e atti da compiere. C’è un cercare segni che rasenta il superstizioso perché ci si aspetta da parte di Dio un intervenzionismo che non fa parte del suo solito stile nella storia, lo stile discreto che non dispensa l’uomo dal leggere e dall’interpretare gli eventi, ma che lo rende cooperatore della grazia e co-protagonista della storia della salvezza. Il Segno che Dio dona per tutti i tempi e per tutte le persone è Cristo morto e risorto, segno estremo dell’Amore sino alla fine, ogni altro segno prende luce dall’irradiazione di questo immenso dono. 
Condividi:

Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

Per il CV clicca qui


Posta un commento: