In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.
Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.

Eb 5,7-9   Sal 30   Gv 19,25-27

«Stabat Mater dolorosa / iuxta crucem lacrimosa, / dum pendebat Filius». Se il dolore è grande quanto l’amore, non oso immaginare la grandezza della spada che ha trafitto il tuo cuore puro di madre e figlia del tuo Figlio. Sta accanto a noi nel dolore, nell’assurdo che sorprende la vita, insegnaci ad abbracciare il Crocifisso nel dolore del mondo. Tu che hai vissuto - e sopravvissuto a - la «morte di Dio» insegnaci a conservare l’unzione della fede e a serbarla nel cuore del silenzio assordante e dell’eclissi del senso. Tra tutti i tuoi appellativi, forse l’appellativo Mater dolorosa è quello che più ti rende vicina ai pellegrini di un mondo che ha sconsacrato i suoi santuari, cominciando dal tempio della propria carne. Prega per noi o pura, donna coraggiosa confitta ma non sconfitta. Prega per noi «mia madre».



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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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