In quel tempo, si avvicinò a Gesù un uomo che gli si gettò in ginocchio e disse: «Signore, abbi pietà di mio figlio! È epilettico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e sovente nell’acqua. L’ho portato dai tuoi discepoli, ma non sono riusciti a guarirlo».
E Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo qui da me». Gesù lo minacciò e il demonio uscì da lui, e da quel momento il ragazzo fu guarito.
Allora i discepoli si avvicinarono a Gesù, in disparte, e gli chiesero: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli rispose loro: «Per la vostra poca fede. In verità io vi dico: se avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo monte: “Spòstati da qui a là”, ed esso si sposterà, e nulla vi sarà impossibile».

Dt 6,4-13   Sal 17   Mt 17,14-20


«Datemi un punto d’appoggio, una leva e vi solleverò il mondo», il punto d’appoggio archimedeo della vita spirituale è la fede fiduciale. Eppure tante volte mi ritrovo come i discepoli. Sì, proprio come quelle persone che hanno vissuto gomito a gomito e cuore a cuore con Gesù, ma nonostante non sono giunti a imparare ad avere fede, neanche come un granello di senape. Sono davanti a te, nella mia povertà, conscio che nella vita ciò che conta più della mia fede in te è la tua fede in me… e forse questo non è lontano dalla fede vera.
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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