matrimonio, sposalizio Maria e Giuseppe

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?».
Egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: “Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne”? Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
Gli domandarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e di ripudiarla?».
Rispose loro: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all’inizio però non fu così. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un’altra, commette adulterio».
Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi».
Egli rispose loro: «Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».

Gs 24,1-13   Sal 135   Mt 19,3-12


Un teologo riassume l’insegnamento di Gesù sul matrimonio così: «One life, one wife». È questo aspetto che impaurisce i discepoli. «Conviene», sembrano dire, per soddisfare l’erotismo scommettere su tanto eroismo? È qui che Gesù invita loro a portare lo sguardo oltre. Il matrimonio non è la legittimazione della concupiscenza o delle voglie passeggere – della serie: ieri mi piacevi, oggi non sento più niente, ciao! – il matrimonio è spazio di risonanza sacra con un altro e con l’Altro. Che Gesù parli di «eunuchi» non è certo per la castrità, ma per la castità, per quell’orientamento da dare continuamente al cuore affinché l’amore non sia un oggetto di consumo, ma una Fiamma che consuma. Sì, anche l’amore nuziale deve essere casto perché solo i puri di cuore vedono Dio e Dio si fa vedere per mezzo loro. «Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è stato concesso». Concedici Signore questa grazia!
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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