In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.
E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro».
Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.
Am 7,12-15   Sal 84   Ef 1,3-14   Mc 6,7-13
Ci piacerebbe riposare nella Tua parola, godere della Tua presenza, averTi tutto per noi. Cosa meglio di mettere tre tende e perdersi nella Tua luce? Ma Tu non vuoi una spiritualità da stagno, tu ci vuoi torrenti di acqua viva e correnti della Tua luce. Così questo vangelo ci ricorda che siamo inviati. Tu stesso ci chiami a Te per inviarci. Ci chiami ad annunciare la pace suscitando il turbamento nelle coscienze, in primis nelle nostre! Solo dove è stato accolto il fuoco purificatore può dimorare la pace, per questo Tu, «principe della pace», affermi che non sei venuto la pace ma la spada, sei venuto a gettare fuoco sulla terra, e il tuo desiderio è che fosse già acceso. Donaci di essere all’altezza della fiamma del Tuo amore.


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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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