In quel tempo, mentre Gesù parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli.
Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti».
Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?».
Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre».
Es 14,21-31   Es 15   Mt 12,46-50

Da quando Dio ha sposato la nostra natura in Cristo, non c’è una razza esclusa dalla sua grazia. Ogni essere umano è consanguineo di Dio perché su di lui è stato versato l’amore incarnato del Padre, Gesù Cristo. Per appartenere a Dio non bisogno più guardare al passato, alla linea genealogica, ma al futuro, al nostro Futuro, all’Ad-veniente, Colui che viene verso ogni uomo per realizzare la sua unione con Dio. Cosa implica questo nel concreto? Implica che non dobbiamo lasciarci scoraggiare tanto dall’uomo vecchio, ma aprirci continuamente alla novità di Cristo perché se uno è in Cristo è una creatura nuova. Donaci Signore di aprirci alla tua volontà forti della convinzione che «Il Signore combatte per noi» (I lettura) per entrare nella terra promessa della figliolanza.
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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