In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore.
Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.
E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».
At 16,22-34   Sal 137   Gv 16,5-11

«Paraclito» significa consolatore, e spesso da Dio ci aspettiamo una magra consolazione, fatta di perpetue coccole celesti, di buonismo e… di compromessi. Lo Spirito, invece, non ci sta. Egli consola facendo verità e chiamando le cose per nome. Conoscere Gesù senza prendere posizione, senza riconoscerlo, è peccato, è perdere l’occasione della vita, è perdere la Vita. Lo Spirito ce ne convince. E ci convince che, anche se all’apparenza i malvagi prosperano e i giusti soffrono, chi perde se stesso perde tutto e chi è in Cristo è già unito al Padre. Sono parole stolte per il mondano, Spirito Santo sii tu la nostra convinzione, , sii tu, abbondanza d’amore del Padre e del Figlio la nostra sostanziosa consolazione.
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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