In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».
Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro di Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».
At 4,32-37   Sal 92   Gv 3,7-15

Per gli antichi greci, il cammino verso la verità era un cammino in salita, un'elevazione della mente. Il Verbo incarnato ha stravolto i canoni. La verità salvifica non è più una gnosi, ma un incontro personale. Non è più un cammino verso un astro ideale e immobile, bensì un incontro con la Verità persona che è innalzata, ma sulla croce. Guardare il Crocifisso e riconoscere che quello è Dio spacca l'orgoglio dell'universo e così lo guarisce perché capisce che ciò che è più eccelso è l'umiltà di Dio che eleva tutti quelli che la accolgono e la imitano.
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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