Certe volte il cammino spirituale diventa semplicemente un deserto dove non si percepisce alcun cenno di oasi di consolazione o alcun orizzonte luminoso di senso. Questo tempo forte dell'anno che inizia con la lettura integrale della passione di Cristo ci ricorda che quei tempi non sono senza Dio. Lì, nel cuore del deserto, l'Amato ci attende: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate». Gesù ha sperimentato la profonda solitudine e in quella dimensione dell'assenza è diventato presenza reale. Nessuno è mai solo se non lo vuole perché anche la più terribile solitudine è ormai abitata da Colui che ci chiama da sempre alla “comunione”.
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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