L'amore è fatto di due gesti complementari: attenzione e passione. La passione sola brucia l'altro, l'attenzione soltanto spegne l'amore perché diventa distacco. La simbologia di tale amore si raccoglie nel gesto dell'abbraccio che circonda l'altro senza circuirlo, lo stringe senza costringerlo. 
A partire da questa fenomenologia dell'amore riflettiamo sulla categoria dell'ospitalità a partire dall'ospitalità di Abramo in Genesi 18,1-15. 
Vedremo nell'ospitalità del Patriarca un crescendo in tre sfumature:
- un'esperienza di guarigione personale: Abramo esorcizza la sua estraneità ospitando!
- un'esperienza di fecondità: Ospitando, il grembo di Sara diventa ospitale verso la vita.
- un'esperienza teologica: perché nell'ospitare questi forestieri, Abramo ospita l'Altro, ospita Dio... 

Vediamo infine, le implicazioni di quest'ospitalità nell'esperienza della preghiera che stiamo facendo insieme. 

Buon ascolto








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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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