In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.



All’inizio dell’anno, la Chiesa ci mette dinanzi l’esempio della donna il cui merito fondamentale non è stato tanto quello di partorire la Parola dal suo grembo, quanto quello di custodirla fedelmente nel suo cuore. Ciò che colpisce nel Vangelo di oggi è che Maria intercetta attentamente e custodisce i segnali di Dio anche nelle sue manifestazioni più umili (i pastori). Lo Spirito soffia dove vuole, quando vuole e tramite chi vuole. Sulle orme di questa “vergine saggia” restiamo in ascolto, lo Sposo «sta dietro il nostro muro; guarda dalla finestra, spia dalle inferriate».
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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