In questa settimana ci vengono messi dinanzi testi dell’attesa messianica nell’Antico Testamento. È bello leggerli nel loro contesto, quando non si sapeva ancora come sarebbe stato realmente il Messia. Si percepisce il grande desiderio di salvezza, di armonia, di giustizia, di ordine nel caos-cosmico. Questi testi interrogano la nostra meraviglia assopita dinanzi al Figlio che ci ha rivelato il vero volto del Padre. Ci manca la semplicità dei bambini per meravigliarci del grande dono di Dio. 
La meraviglia, infatti, non è solo l’inizio della filosofia, ma è anche il sentimento che accompagna la crescita e la maturazione della fede. Il Vangelo di oggi ci invita a entrare come bambini, non quanto all’ignoranza, ma quanto alla semplicità nel mistero sempre nuovo del Dio che ha tanto amato l’uomo da farsi umano.
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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