L’unica risposta adeguata all’Amore è l’amore. Per questo la Chiesa, nel secondo giorno dell’ottava di Natale, ci mette dinanzi la memoria di Giovanni l’evangelista. Alla sua scuola impariamo cinque cose fondamentali: riconoscere in Cristo la pienezza dell’amore del Padre; poggiare la testa sul cuore del Signore per ascoltare il battito dell’amore di Dio; restare saldi ai piedi della croce; accogliere Maria come Madre; testimoniare la Risurrezione. Quest’esperienza che ha trasfigurato Giovanni è a disposizione di ognuno. Non a caso, il suo nome non viene menzionato in queste esperienze ma si fa riferimento al «discepolo amato» che può essere me, te e ogni essere umano. Cosa rende quel discepolo “amato”? – è la sua apertura e accoglienza dell’amore. Non è forse questo ciò che Gesù insegna a Caterina da Siena: «Fatti capacità e io mi farò torrente».
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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