Sembra che la Chiesa non voglia che ci godiamo la dolcezza del Natale. All’indomani della gioia per la nascita di Gesù, piazza infatti la memoria di santo Stefano protomartire. Che senso ha questo accostamento? 
La Madre non cerca consensi, ma ci mette davanti al paradosso dell’umanità che, da un lato, canta: “All we need is love”. Dall’altro lato, tutto quello che questa stessa umanità sa offrire all’Amore è una mangiatoia e una croce. 
«L’Amore non è amato» diceva con realismo Francesco d’Assisi. Chi si riveste dei sentimenti di Cristo deve essere cosciente di questo fatto e deve andare avanti con la coscienza che la ricompensa dell’amore è l’Amore stesso. Solo così la fede cristiana è sostenibile.
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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