Dio è onnipotente, ma si ferma impotente davanti al sacrario della nostra volontà. Il Vangelo di oggi ce lo mostra chiaramente: l’opera di Cristo, la manifestazione della sua potenza è legata alla nostra fede. 
«Credete voi che io possa fare questo?». La fede non è un atto scaramantico di affidamento a un potente, la fede è un atto di fiducia che riconosce l’affidabilità di Colui nel quale poniamo la nostra fiducia. Non è un salto nel buio, è un riposare nelle “buone mani” del Signore. «So – ci dice Paolo – in chi ho posto la mia fede». 
La fede vera muove le montagne perché sprigiona nel nostro finito la potenza d’amore infinita di Dio. Lo sa bene don Bosco che, nella sua grande umiltà, guardava all’opera che il Signore ha compiuto tramite lui e si rammaricava dicendo: «Se avessi avuto cento volte più fede, avrei fatto cento volte di più di quello che ho fatto». 
Se ti manca la fede, abbi fede e chiedi: “Signore, aumenta la mia fede”. 

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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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