Sembra che Dio abbia castigato Zaccaria, in realtà gli ha fatto un grande dono (e non perché l’ha esonerato dal dare spiegazioni alla moglie per nove mesi). Quel silenzio im-posto – ossia posto dentro – ha permesso a Zaccaria di ravvivare la sua memoria, di ri-cordare (ritornare al cuore). Se avesse avuto, infatti, una buona memoria religiosa, non avrebbe dubitato nell’opera del Signore. Ci sono tanti precedenti nella storia di Israele: Sansone, Samuele... Anzi, Israele nasce da una promessa simile realizzata con Abramo e Sara. Dal grembo di quel “silenzio”, nascerà la “Voce” che grida e prepara la via per la “Parola”… nel deserto.

«Fermatevi, dice, e riconoscete che io sono Dio» (Sal 46,10). Nella storia, il Signore parla anche nel silenzio, soprattutto nel silenzio, proprio come fa nell’eternità. Scrive san Giovanni della Croce: «Il Padre pronunciò una Parola: suo Figlio. Questa parla sempre in un eterno silenzio e nel silenzio dev’essere ascoltata dall’anima».
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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