I Vangeli dell’infanzia ci mettono davanti alla scandalosa fede di Dio nell’umanità. La Parola incarnata ha imparato a parlare grazie a due esseri umani, e il Logos eterno ha imparato a pensare alle mani di una ragazza di Nazareth e di un artigiano di Betlemme. Puoi non credere in Dio, ma una cosa è sicura: Dio crede in te e si affida a te! Nella sua unicità, la situazione di Nazareth – quella di un bambino che cresce e si fortifica, pieno di sapienza e nella grazia di Dio – si dovrebbe replicare in ogni situazione di maternità e paternità. Sì, siamo padri e madri dei nostri figli, ma più ancora siamo i collaboratori della loro nascita e fioritura come figli di Dio. 
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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