Sicuramente Gesù non aveva aspirazioni politiche. Ne è prova che non sapeva fare promesse facili. Nel Vangelo di oggi parla chiaro: se mi segui, non hai un meteo diverso dal resto del mondo. Le temperie della vita non risparmiano nessuno. La fede non è un’assicurazione sulla vita.
Ma una differenza comunque c’è: è il fondamento su cui si basa una vita. C’è una bella differenza tra una vita fondata sul Signore che «è una roccia eterna», e una vita fondata sull’uomo che è «come l'erba e tutta la sua gloria è come un fiore del campo».

Il Vangelo di oggi, nella sua brevità, è anche una grande scuola di preghiera. Si crede a volte che la preghiera sia una delega all’Alto, grazie alla quale ci dispensiamo dall’agire. Il Signore ci dice che la preghiera è una passività attiva, è fare spazio in sé per l’esaudimento e la realizzazione dell’opera di Dio. È la nostra opera stessa il primo esaudimento della nostra preghiera, quando diventiamo noi la presenza reale (eucaristica) ed efficace di Cristo nel mondo.
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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