Facciamo fatica ad accettare l’accostamento tra “ira” e “Dio”. Pare che siamo così buoni(sti) che alcuni tratti del Dio biblico ci sembrano blasfemi. La Parola però ci sfida e ce li mette insieme, e non si riferisce al giudizio sul costo di un prodotto, ma al giudizio di Dio sulle nostre azioni. Dove sta il «Dio è amore»? – Sta proprio qui, nel prendere sul serio le nostre scelte, il nostro fare e il nostro “farci” tramite le nostre azioni, perché nel fare si cela, si concepisce e si partorisce l’essere (Ἐν τῷ ἔργῳ τὸ ὄν). Il giudizio di Dio non manifesta altro che gli effetti già presenti delle nostre azioni. Lì scopriamo che il male fa veramente male, e il bene fa bene, il bene ci unisce al Bene.
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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