La verità per Gesù non solo si sa, ma si vive. Si sa meglio quando si assapora con il vissuto: quando si «vive nella verità». Per questo “l’anticristo” della prima lettura non è tanto l’ateo o il miscredente, quanto soprattutto chi non vive la verità di Gesù venuto nella carne. Se professo la fede nel Dio incarnato senza incarnarla, mi prendo in giro da solo. Il distintivo cristiano è l’incarnazione.
 Per intenderci: chi vive la religione come oppio del popolo, come dispensa dal vivere, come un’astrazione e una distrazione dalla vita… tira l’acqua al mulino dell’anticristo. 
Il Vangelo porta le conseguenze di questo Jesus-style. Vivere seguendo il Dio incarnato significa vivere nella storia, vivere presenti al Presente, sprecando la propria vita per Lui, perché si ha solo quello che si dona.
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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