L’attesa di un evento può rivestire diverse forme. Può manifestarsi come timore di un destino fatale, come ansia dinanzi a un ignoto che incombe, come delusione davanti all’eterno ritorno del simile… oppure può rivestirsi dell’esplosione viva e vivificante di un desiderio. «Se tu squarciassi i cieli e scendessi! Davanti a te sussulterebbero i monti». Isaia ci detta il ritmo del cuore che attende il Signore. Chi scrive questi versetti non poteva immaginare che Dio avrebbe esaudito questo desiderio alla lettera divenendo uomo. 
Per capire l’atteggiamento di attesa degno dell’Avvento, possiamo pensare all’attesa trepidante della nascita di un figlio primogenito. Il desiderio ne anticipa l’arrivo con un cuore sveglio e con una mente operante. Niente è a caso, tutto è “casa”, accoglienza.
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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