«Pur essendo di natura divina»; quel «pur» non c’è in greco, c’è solo: «essendo di natura divina». Perché mettere un contrasto fra il fatto di essere di natura divina e quello di spogliarsi di questa natura? Io direi piuttosto: essendo così ricco, trovò in questa sua ricchezza la gioia e la pienezza di donare. Evidentemente un certo contrasto c’è nella frase: «non considerò un tesoro geloso questa uguaglianza». Ma ciò che va sottolineato è che poté fare questo grazie alla sua ricchezza. Quindi il kerigma dà una ricchezza, è la ricchezza di Dio come amore che si dona.


(Carlo Maria Martini, Abramo nostro padre nella fede, 95)
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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